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Mater. La maternità nell'arte

MATER è un progetto a carattere artistico culturale ideato da Fondazione DNArt per l'anno 2015.

Tale progetto intende ripercorrere un viaggio simbolico volto alla consapevolezza della figura materna intesa non solo come strumento biologico di vita, ma in quanto valore culturale e sociale sacro, unico, eterno e indissolubile; come legame archetipico e ancestrale che accompagna da sempre non solo lo sbocciare della vita, ma anche e soprattutto la crescita interiore dell’individuo e il destino stesso dell’umanità.

L’importanza simbolica e sacrale della maternità si manifesta nell’immaginario dell’uomo fin dalle origini della sua evoluzione e permane a livello conscio ed inconscio come elemento portante della liturgia della vita stessa. Filosofia, arte e religioni affidano alla maternità un ruolo primario per l’esistenza stessa di ogni manifestazione spirituale e trascendente. Essa costituisce un archetipo di ogni civiltà in tutto il mondo.

Il rapporto materno rappresenta, nella società attuale, il riferimento primario più forte e incorruttibile, il contenitore in cui la vita può mantenere e garantire il proprio sviluppo armonico; in cui può continuare ad essere il modello indispensabile; in cui può perpetuare le antiche regole di sapienza collettiva; in cui l’uomo può tornare a essere in sintonia con il battito del mondo.

Di fronte al grande miracolo della vita espresso da capolavori antichi e moderni risulta fondamentale porsi delle domande, interrogarsi su cosa la famiglia abbia rappresentato e continui a rappresentare nel cuore e nella vita collettiva di ogni essere umano. Perché porsi una tale domanda non è solo un esercizio retorico, ma rappresenta un dovere verso le future generazioni.







Dinosauri


“Implacabile tempo di novembre. C’è così tanto fango nelle strade come se le acque si fossero appena ritirate dalla superficie della Terra. Non ci sarebbe da stupirsi di incontrare un megalosauro lungo una quarantina di piedi che se ne va dondolando come una enorme lucertola verso Holborn Hill”.
Charles Dickens
Bleak House

Il nostro pianeta ha un’età di circa 4,6 miliardi di anni. Una quantità di tempo difficile da comprendere rispetto alla vita di un uomo.
I continenti hanno vagato sulla superficie del pianeta aggregandosi in masse, separandosi e poi ancora aggregandosi con nuove forme. Fondi di mari e di oceani sono emersi, sollevati a migliaia di metri di quota e poi ancora disgregati per tornare sedimenti marini e ricominciare il ciclo.
Una lunga serie di cambiamenti che, nel tempo, ha profondamente modellato la Terra lasciando tracce che gli studiosi cercano di investigare, per comprendere la lunga storia della vita del nostro pianeta.

L’immensa età geologica della Terra giustifica anche quell’insieme di cambiamenti che noi chiamiamo evoluzione degli organismi viventi.
I composti organici fondamentali per la vita (singole cellule con il nucleo privo di membrana e con la capacità di duplicarsi) impiegarono, infatti, miliardi di anni per comparire. La complessa evoluzione delle forme viventi fu un lavoro faticosissimo e le prime tracce di invertebrati risalgono a un tempo relativamente a noi vicino: il Proterozoico Superiore Ediacariano, di 635-542 milioni di anni fa.

Gli animali terrestri compaiono molto tempo dopo, circa 380 milioni di anni fa verso la fine del Devoniano, e i primi dinosauri nel Triassico, 230 milioni di anni fa.
Nei successivi periodi dell’Era Mesozoica, il Giurassico ed il Cretaceo, i dinosauri ebbero la loro più grande espansione ed evoluzione. La loro storia si concluse alla fine del Cretaceo, 65,5 milioni di anni fa, anche se molti studiosi ritengono che gli attuali uccelli siano gli ultimi eredi vivente dei giganti del Mesozoico.

 
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