Curatela Tiziana Doro Garetto
In partecipazione con Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino
Gruppo Archeologico Ad Quintum
Comune di Collegno

L’evoluzione della specie umana pur soggiacendo in parte alle pressioni selettive dell’ambiente, è caratterizzata da un elemento peculiare: le variazioni che l’uomo stesso provoca nel suo esterno, modificandolo sia in larga scala (disboscamenti, deviazioni di corsi d’acqua, mutamenti radicali della vegetazione e dell’ambiente biotico generale), sia su piccola scala: il fuoco, il riparo costruito, il vestiario stesso.
Se nell’ambiente originario della specie, la savana tropicale, l’adattamento biologico ha avuto tempi lunghi e sufficienti per agire, nell’irradiarsi dei gruppi umani verso zone climaticamente assai differenti, l’elemento culturale ha avuto indubbiamente importanza decisiva.
L’abito, e i suoi accessori, hanno tuttavia altre e complesse valenze di tipo culturale, sociale ed estetico. L’abito, dunque, non più solo come difesa dall’ambiente né tantomeno come “curiosità etnografica” ma come oggetto reale che presuppone tecniche produttive, livelli e organizzazioni sociali, senso estetico, credenze, significati e substrati culturali diversificati.
Il filo conduttore parte dall’adattamento naturale alle condizioni climatiche, sfiora i concetti degli abiti fatti di segnali più che di protezione (odori, profumi, colori, forme), si sofferma brevemente sulle risorse (vegetali, animali) e sulle tecniche basilari (tessitura), per poi lasciare spazio ad esempi di valenze, significati, evoluzione del costume, dall’evoluzione storica delle tipologie dell’abbigliamento, ai significati dell’abito borghese e a quelli dell’abito di scena.

 

 
 
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